Arco d’Augusto

L’Arco d’Augusto di Rimini prende il nome dall’omonimo imperatore romano che ordinò la sua costruzione, ultimata nel 27 a.C. fungeva come porta della città e proprio da lì partiva lo storico collegamento di via Flaminia che giungeva fino a Roma, rappresenta l’elemento conclusivo della via Flaminia, ovvero, della strada consolare voluta dal console Flaminio nel nel 220 a.C. per congiungere la città di Roma con Rimini.

Costruito in onore di Ottaviano Augusto nel 27 a.C. in pietra d’Istria, l’Arco aveva la funzione di porta della città Ariminum al quale si collegava la cinta muraria e le torri, distrutte poi in epoche successive.

La sua struttura insolita a causa delle dimensioni di circa 9 mt, non permise mai l’installazione di una vera e propria porta difensiva e per tal motivo venne sempre considerato il simbolo di pace per eccellenza di Rimini.

Sorretto da colonne, virtuosamente decorate e costituito da una struttura quadrata, presenta quattro scudi con l’immagine di Nettuno, Giove, Minerva e Apollo. Successivamente, in epoca medievale venne ampliato nella parte superiore con l’aggiunta della decorazione merlata e proprio grazie al suo aspetto inusuale e alla sua imponenza, viene annoverato tra i monumenti più belli d’Italia.

Raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Rimini con l’autobus n.11, dal mare, in auto, percorrendo via Tripoli e portandosi sulla via XX Settembre, con la bicicletta è necessario percorrere le piste ciclabili da piazzale Kennedy al parco Cervi e poi all’Arco.

Dallo stile sobrio e solenne presenta la peculiarità del fornice grande, ideale per ospitare una porta, probabilmente in linea con la politica dell’Imperatore Augusto, che tendeva a stabilire la pace, “Pax Augustea”, dopo un lungo periodo di guerre civili, e, secondo questa prospettiva, era inutile una porta civica chiusa, per difendersi dai pericoli, non essendoci la paura di essere attaccati.

La porta era integrata nelle mura e oggi insieme al ponte di Tiberio, è diventata simbolo di Rimini. L’Arco di Augusto è situato esattamente nell’incrocio tra via Flaminia e via Emilia, in quanto, ingresso della vecchia città romana.

La merlatura superiore è medioevale, rispecchia il periodo dei ghibellini, di conseguenza, è evidente il mix di stili. L’architettura è arricchita di decori carichi di significati politici e religiosi, si ammirano la ghiera e i capitelli corinzi, due teste di bue, che attestano la romanità della colonia di Ariminum.

L’iscrizione superiore dichiara che il Senato e il Popolo Romano dedicano il monumento a Cesare Ottaviano, imperatore figlio di Giulio Cesare.

Molto probabilmente sulla sommità dell’Arco era posizionata una quadriga marmorea con la raffigurazione di Augusto, nel Medioevo l’arco fu conosciuto come porta Aurea e fu smantellata la sua parte superiore, che venne sostituita dalla merlatura, risalente al decimo secolo.

Video: Icaro Communication

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