Queste sono solo alcune delle cose… da ricordare di Rimini

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(Mauro Paganelli: Foto D. Minghini 1962)

Mauro Paganelli
Sai dove erano l’Omnia, la Standa, i cinema Italia, S. Agostino, Modernissimo, Super Cinema e Capitol, la Barafonda, il Kursaal, la Stella Polare l’Oriental e il lavatoio in via di mezzo. Se sai dove si poteva comprare zolfo e potassio per fare i botti a S.Giuseppe. Se attraversavi il porto a nuoto per andare a fare i tuffi sulla palizzata, se ti mandavano il mese di agosto in colonia in Carpegna.

Queste sono solo alcune delle cose…

Claudia Barbieri Mi viene in mente una cosa stupida… ma la devo scrivere comunque… Se usavi l’espressione “L’hanno fermato i Guzzi” o “Ha fatto la fuga e i guzzi l’hanno seguito”, per riferirti alla polizia in moto. Mi sa che guzzi in questo senso, lo usiamo solo noi…

Elisabetta Ciavatti Ora ho in mente (metà ANNI 70 circa) in occasione della Festa parrocchiale… le Ginkane con la bici nel piccolo cortile dietro la Chiesa di S. Agostino ..per l’occasione si riapriva una buca e la si riempiva d’acqua per farci passare dentro le bici… Qualche ragazzotto ricorda di avervi partecipato? Io facevo il tifo… naturalmente!

Maria Grazia Io ricordo che il porticato omnia non arrivava in piazza ma era chiuso da un grande specchio

Simona Buttolo comprare i dischi alla Dimar

Lellina Zanni e il servizio di piatti e bicchieri da Guidi.

Agnese Bianchi E i vestiti “buoni” li compravi solo da Sarti in piazza Tre Martiri o da Cappelli in via Garibaldi!

Francesca Baldini Se andavi sulla giostra con gli aeroplani al luna-park del porto il 1° maggio, o ti facevi un quadretto pomodoro e mozzarella alla pizzeria Del Secolo…

E mangiavi le caramelle la domenica pomeriggio al cinema della parrocchia Borgo San Giuliano, e i lupini nelle bancarelle al porto… se hai la foto con King-kong o Puck a Fiabilandia…

E il caffè con la brioches alla marmellata di visciole di Vecchi… in piazza, però!

Manuela Tiraferri la mia mamma comprava le scarpe da Gori e la stoffa della Norma in via Garibaldi… ahah che bello…

Agnese Bianchi E’ vero! Quante volte sono andata da piccola dalla Norma con mia mamma! E fili e bottoni da Benvenuti! Trovavi di tutto! I bottoni per me… meglio dei gioielli!

Lucio Franco Ambrosi … e quando andavamo sull’albero della cuccagna a prendere i salami? Era più o meno quel periodo…

Maria Teresa Gengotti E il gelato alla macchina sotto i portici dell’Omnia? Che buoni.

Giustina Canareccia Se hai lavorato all’Omnia dal 1962 al 1966 io ero la Giustina che di dava lo stipendio a fine mese.

Cinzia Moni se ti sei guardato i film tipo “Il tempo delle mele” almeno 7 volte seduto sui gradini del cinema Astoria perché le poltrone erano sempre piene.

Milena Arcangeli E l’appuntamento con amici alle 14.30 la domenica sotto l’orologio in Piazza Tre Martiri per decidere la destinazione o festa privata a casa di qualcuno, o l’Altro Mondo o La Locanda del Lupo. Poi alle 18.30 tutti a casa! Vi ricordate?!

Daniele Bologna Le altalene blu a riva del mare con la pubblicità della Nivea , il passaggio degli aeroplani che sganciavano i paracaduti con i premi in mare, salvagenti, canotti, set per la spiaggia, la mitica voce di Magalotti quando si perdevano i bambini o per pubblicità, i cocco bello e i gelati Algida, le tratte con i bagnini e poi tante altre cose che oggi non ci sono più ma che ci rimangono nel cuore.

Loris Mambelli la piazzetta dal Purazi.

Andavamo in cologna alla Casa del Marinaio oggi Caritas poi fatto colazione tutti alla Barafonda a fare il bagno e c’erano ancora le dune con la vegetazione hahahah che tempi.

Rosalia Balducci E il pattinaggio a marina centro? Lo ricordate?

Milena Arcangeli E la discoteca Shaker in via Gambalunga!

Battazza Augusta e il tempo se ne va… ma i ricordi restano carissimi amici! Ho lavorato alla Standa 1968. Si facevano gli scioperi ed i cortei e ricordo benissimo mio padre quando mi vide al corteo anziché al lavoro quante sculacciate mi diede! Erano i tempi della contestazione, sessantottini!

Cinzia Moni Ma il Papi o non se lo ricorda nessuno? Si prendeva il pulmino in Piazza Tre Martiri… la domenica pomeriggio… per chi non aveva il motore o la vespa… musica bellissima… mi ricordo che mi mettevo i maglioni di mio babbo e i suoi jeans che mi facevano la loffa nel sedere perché faceva moda però poi li stringevo in fondo… li cucivo talmente stretti che per toglierli mi aiutava mia sorella.

Daniele Marziali quando si decideva di fare puffi a scuola c’erano delle mete fisse dove trascorrere la mattinata… la Dimar, la Zia Lia e il porto a pescare i paganelli! Oramai nell’astuccio avevamo più lenze che penne!

Sonia Ugolini invece per indossare i jeans (per andare poi alla Locanda) ci dovevamo sdraiare sul letto perché la chiusura della zip era problematica… erano talmente stretti che ci voleva un’amica che aiutasse a tirare in su la cerniera.

Gilberto Paganelli La scuola industriale e commerciale, vicino piazza Ferrari dove ora c’è l’Università. La leva del 51 di cui io faccio parte è l’ ultima che ha frequentato queste scuole.

Vogliamo parlare delle fogheracce? Si iniziava 15-20 giorni prima a raccogliere la legna. Io ero uno dei fortunati che poteva rimediare una gomma di camion negli anni ’60, sia per S. Giuseppe e la Madonna, mio babbo faceva il camionista e le rimediava. Ricordo che si cominciava a “badare” le fogheracce alcune sere prima, cerano le “bande” che giravano per dargli fuoco prima del tempo. io abitavo in via di Mezzo, la fogheraccia del Mulino Canaletti.

Ettore Draghi E le brustoline di Pippo? Ilumachini COT e CUNDID, Dove passa Silvio passa l’ amore, Trellarella che cercava i zirc d’ aluminio?

Giuseppe Facchini Le fogheracce (zona S.Giuliano mare) ci facevano fare a tutti le stesse cose. S’niziava la raccolta i primi di Marzo (si perché a Febbraio era ancora freddo e nevicava). Si cercava di rubare la legna delle altre fogheracce, si badava fino alle 22 e pioveva quasi sempre, (col rischio di raccoglierla, di badarla, ma di ammalarsi proprio la sera del 18 e di non vederla se non dalla finestra della camera da letto). Poi a Primavera inoltrata l’aria era sempre più calda e a maggio si usciva anche di sera per giocare a nascondino. Ma iniziava anche il mese di Maggio in chiesa. Per chiamare i parrocchiani a raccolta per il Rosario alla Madonna il parroco ci dava la campanella. Alle ore 20 passavamo per le vie della Parrocchia suonando questa campana che avvisava l’inizio delle preghiere alle 20,30. Era anche l’occasione (mentre erano tutti in chiesa) per andare a fregare la frutta (ancora acerba) negli alberi dei giardini dei nostri vicini di casa.


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