Il trenino Biancazzurro di Claudio Casadei

Il trenino Biancazzurro di Claudio Casadei

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Buongiorno! Innanzitutto, prima di postare queste mie foto, desidero ringraziare gli amici e soci di ATBA, Associazione Treno Biancazzurro di San Marino, che mi hanno permesso di farle in tutta calma e tranquillità.

Non saranno come le vere foto da cartoline d’epoca che posta da tempo Giuliano Montanari in questa pagina, dando un notevole contributo visivo ed iconografico alla recente storia locale ma, anche un diorama ferroviario (unitamente ad altri moduli ed in grado di funzionare), riproducente un qualcosa d’importante e di cui si era quasi persa la memoria tra le giovani generazioni di riminesi, può essere testimonianza storica di cosa e come sarebbe potuta essere la stazione di RIMINI MARINA (in fondo a Viale Pascoli, nei pressi dell’omonimo ex passaggio a livello) oltre 80 anni fa.

Con una fedelissima riproduzione in miniatura del trenino biancazzurro (opera, come il diorama, del romano Dr. Massimiliano Marchetti), ho iniziato ad immedesimarmi in esso, calando la macchina fotografica all’interno del diorama, ed immaginandomi manovre, arrivi e partenze, nella piccola stazione, nella rimesse e sul piazzale della fu stazione RIMINI MARINA (oggi sede di un vivaio piante all’esterno e di un ricovero per rimessa e manutenzione di imbarcazioni nautiche da diporto).

Eh, forse, immedesimandovi anche voi, in queste immagini, come allo stesso modo, io, mentre calavo rasente ai piccoli binari, la mia macchinetta compatta, tra i pali e tralicci della catenaria, di questo meraviglioso modulo dioramico ferroviario di Rimini Marina, la fantasia di un viaggio sul trenino biancazzurro, partendo da Viale Pascoli, potrebbe venire pure a voi, magari con un pizzico di commozione a pensare cosa, effettivamente, di grande valore, a livello storico, infrastrutturale ed economico, la città di RIMINI ed il suo circondario hanno irrimediabilmente perduto. – BUONA VISIONE.
Claudio Casadei

L’elettromotrice esce dalla rimessa (tuttora esistente e, ricovero per rimessaggio barche da diporto). di seguito ne posterò altre.

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Il fabbricato che si vede davanti all’elettromotrice, è l’unico ad essere stato demolito dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale. Era la rimessa per la manutenzione dei vagoni merci e passeggeri dei convogli di questa ferrovia. Questa è la visione lato Via Pascoli, poco dopo i giardinetti di Via Mariotti, andando verso il mare, sulla sinistra.

trenino biancazzurro claudio casadei 03

Questa foto, non ha bisogno di presentazioni.. chi è riminese ed abita in Via Pascoli, se la vede quasi tutti i giorni.

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E qui… l’elettromotrice, tenuta nella mia mano, per farvi capire quanto è “grande”.

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RIMINI MARINA; l’elettromotrice esce dalla rimessa; a sinistra, la stazioncina sul binario per SAN MARINO!

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Treno in partenza per SAN MARINO, da RIMINI FF.SS. (l’odierno Piazzale EST della stazione di Rimini, lato ANCONA).

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Riproduzione della Stazione di RIMINI FF.SS Centrale con annesso magazzino merci, da cui partiva la linea ferroviaria RIMINI – SAN MARINO. (oggi, sono i due binari tronchi, lato EST della stazione di RIMINI, da cui partono i treni regionali diretti ad ANCONA).

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Questa parte di plastico, riproduce proprio “lei”… la Stazione di VIA PASCOLI com’era ai tempi d’oro della ferrovia negli anni dal 1932 al 1944. Oggi, si fa fatica a pensare che in fondo a quel Viale, sul cui piazzale, negli anni settanta, con binari smontati, ci montavano, durante la stagione estiva, il LUNA PARK con i DISCHI VOLANTI, gli AUTOSCONTRI, il CALCINCULO ed altre attrazioni, ci potesse essere un traffico di treni del genere ! Per non parlare che il treno, usciva poco prima, da quel cancelletto, oltre il quale c’era il venditore di COCOMERI, a sinistra del passaggio a livello, andando verso il mare ! Oggi, quel cancelletto, lato mare, tra il lungo fabbricato rimessa e la piccola stazione, da cui usciva proprio il binario della linea ferroviaria per San Marino, è l’ingresso al vivaio ! Pensate un po’!


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5 Commenti

  • Sei di Rimini Se... 24 marzo 2018 at 9:31

    Grazie infinite a lei Ing. Grandoni

    Reply
  • mario grandoni 24 marzo 2018 at 1:06

    salve
    sono l’ing (elettrico) grandoni mario,
    ho notato solo ora che il mio commento è stato accettato.
    grazie

    Reply
  • mario 9 marzo 2018 at 3:06

    scusate ancora, volevo farvi sapere che qualche anno fa c’è stato il centenario della costruzione dei capannono delle officine ferroviarie riminesi,
    a suo tempo, un amico che lavorava proprio li, mi fece dono di una piccola pubblicazione con storia e foto delle officine, dei danni causati dai bombardamenti, e tante belle foto di tutte le lavorazioni.Ricordo che li inizialmente si rigeneravano locomotive (pulizia delle tubiere incrostate)…
    comunque volevo rendere nota la pubblicazione, se non la conosceste mi potrei attivare per sopperire…
    see you
    ing. Grandoni

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  • mario 9 marzo 2018 at 2:51

    2:) notavo che i binari avevano un moto sussultorio verticale sulla massicciata di pietre, già intuivo l’effetto della massa… qualcosa di più poetico mi rapiva quando il convoglio se ne andava… guardare un vagone che se ne va, un po’ inclinato per contrastare le forze d’inerzia, a quelle velocità, scusatemi l’esagerazione, è un esercizio “meditativo”, che consiglio poi a tutti. Nell’occasione di un viaggetto in treno (mi manca tanto il treno che mi ha scarrozzato da e per Bologna) consiglio di portarsi nell’ultima carrozza ed ammirare le rotaie “che se ne vanno”, l’ho fatto solo un paio di volte, e ne ho ancora la nostalgia…mi fermo qui per non abusare della vostra pazienza. Mi raccomando, se qualcuno è interessato a tutto quello che riguarda la trazione elettrica, le macchine, i convertitori che alimentano i motori asincroni (ad f variabile), il reostato di avviamento ed i resistori a smaltimento aereo per variare la velocità del trenino azzurro, la locomozione mista (termico (con turbina) ed elettrico e motivazioni della scelta tecnica), io ci sono (senza retribuzione, non ne ho alcun interesse) Penso che siano in numero maggiore gli appassionati “anziani”, la mia sfida è quella di riuscire, tra le tante altre cose, a far capire la similitudine della coppia motrice di un motore in cc, e quella di “slittamento” delle ruote d’acciaio sui binari (macchine in cc con eccitazione in serie).
    mi fermo qui, fiducioso in una risposta/commento vi saluto.
    a presto
    ing. Grandoni

    Reply
  • mario 9 marzo 2018 at 2:49

    1:)sono l’ing. Mario grandoni (elettrotecnico), essendo un vero appasionato di tutte le macchine elettriche, motori in cc, sincroni, brushless (brush:spazzole, less:senza), azionamenti elettrici ecc.. il “vero” non sta per “vanità di conoscenza”, sta per una passione derivata dai miei studi. In verità il fascino per le macchine elettriche nasce dalla tenera età. Difficile da rendere l’idea della passione:<<ho dei cugini a Miramare e quando andavo a trovarli facevamo la scappatella in stazione, contro le regole ci avvicinavamo ai treni in corsa, dodicenne, la motrice che arrivava a 140 km/h (più o meno) suscitava in me grandi emozioni. una macchina enorme su binari d'acciaio refrattari al mastodontico essere che arrivava!

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