Lega Navale Riminese nel 1900

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In questa sezione sono riportate le fotografie, della collezione di Luigi Giorgetti e Franco Perazzini, che ritraggono la Marineria Riminese, precedenti al 1900.

Le “Palate” del Porto.

La foto della palata pone in evidenza come all’inizio del ‘900 i moli del porto, dalla zona del faro all’imboccatura, fossero ancora costruiti col sistema delle “palate”. Verranno trasformate in moli di cementi fra gli anni venti e trenta.

Risaltano i grossi pali della riva destra e le larghe e spesse tavole della pavimentazione del bordo, mentre il centro della banchina aveva una pavimentazione irregolare fatta con grosse pietre e travi, dove sopra vi transitavano i carri a trazione animale.

Attraccato alla banchina, un trabaccolo della porta di circa 100 tonnellate, attende di scaricare le merci. Si snodano i due “fori di cubia” di poppa (non esistenti nei trabaccoli da pesca), usati per le “cime” e le catene di ormeggio e per le catene dell'”ancorotto di tonneggio” del tipo “ammiragliato” (non visibile perché legato alla parte interna della murata).

Affiancato alla poppa del trabaccolo, è un robusto battello a remi sul quale si nota un’ancora a quattro marre, il classico “FERR” delle imbarcazioni da pesca (battelli e lance e barchetti).

In primo piano, un battellino a remi tipo “dinghy” con a bordo un marinaio e due villeggianti.

Riva destra del porto in prossimità del faro

Un folto gruppo di villeggianti attende di imbarcarsi per “una gita in mare”. Siamo ai primi anni del ‘900 e non esistevano allora barche adibite al solo trasporto dei passeggeri.

Si provvedeva con piccoli battelli a vela oppure quando si trattava di portare in mare numerose comitive, con barche da pesca, di piccola e media stazza.

Va ricordato che durante il periodo della navigazione a vela, nei mesi estivi la pesca, per varie ragioni, risultava essere scarsamente remunerativa, per cui i “barchetti grandi” e parte di quelli “mezzani” si mettevano a trasportare merci mentre quelli piccoli ed i rimanenti di quelli “mezzani” restavano in disarmo o, se c’era la richiesta, si dedicavano a trasportare in mare lungo la costa, comitive di “bagnanti”.

Nella foto, vediamo, infatti: piccole lance a vela vicino alla banchina; un “barchetto da pesca” di media stazza con molti villeggianti in coperta, con la vela di poppa “mantigliata” ed il timone sollevato mentre si avvicina al molo, spinto da due lunghi remi che due marinai puntano contro il fondo del canale per far avanzare il piccolo trabaccolo verso la riva, onde far scendere “a terra” la gente ed imbarcare poi nuove persone.

Sullo sfondo, ritratto fra le due “vele al terzo” del barchetto, la struttura del Faro come era ai primi del 1900.

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