Fontanella col putto, palazzo dell’Arengo

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Mi era stato chiesto, diverso tempo fa, se avevo notizie più particolareggiate riguardo la “fontanella col putto” seminascosta sotto lo scalone dell’Arengo.

Ho trovato fra i miei libri il volumetto edito nel 1993 dall’Azienda Acquedotto Rimini (AMIR) “Acqua da bere, acqua da vedere. Le Fontane di Rimini” a firma di Pier Giorgio Pasini e Anna Maria Bernucci e da questo riassumo quanto segue.

La presenza della fontanella in quel luogo risale al 1920 quando fu operato il restauro e più precisamente il rifacimento dei Palazzi Comunali.

Fu l’architetto Gaspare Rastelli che per ravvivare quel sottoscala decise di sistemare questa fontanella proveniente da un cortile di un palazzo privato facendone un piccolo monumento grazie alla piccola scalinata.

Alla base della fontana è scolpita la data 1631. Fu danneggiata durante la guerra, presa di mira da vandali e fu privata della decorazione centrale – per alcuni fu rubata – così che l’unica parte superstite rimase la conchiglia, il bacino e il contesto architettonico.

L’insieme di pietra con inserti di marmi colorati le donano un aspetto da altarino; in verità si tratta di ricostruzione formata da pochi pezzi originali.

L’aspetto originale della decorazione centrale sembra fosse, per alcuni, di due pesci attorcigliati dalla cui bocca uscivano gli zampilli, secondo altri da due delfini sostenuti da un putto o in lotta con lo stesso.

L’attuale putto “puer mingens” che si trova al centro della conchiglia è opera dello scultore riminese Elio Morri (1913-92) ed è stato collocato nel 1975 per iniziativa dell’Amir (che recentemente ha donato il modello originale in gesso al Museo della Città).

Guido Pasini

La foto è dello scrivente

Chiara Luisè: Credo di aver letto quella pubblicazione e mi pare che fu lì che scoprii che quella strana costruzione nello slargo al centro della Via Dario Campana fosse una fontana.

Mi piacerebbe entrarci, ma forse all’interno ci sono solo meccanismi. Comunque ho sempre pensato alle fontane come fonti aperte.

Ricordo Elio Morri, bravissimo scultore, la moglie e ancora mi capita d’incontrare la figlia quando passa per Rimini. Ancora nessuno ne ha fatto un ricordo, male, perché è stato una delle nostre eccellenze.


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