I pro e i contro della donazione di sangue cordonale

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“Sangue del suo sangue” a Rimini: apertura al cambiamento

Da alcuni anni si spinge molto verso la donazione del sangue contenuto all’interno del cordone ombelicale come atto umanitario, ma cosa c’è veramente da sapere in merito: quali sono i pro e i contro di questa donazione, perchè esistono anche dei contro!

I professionisti del settore di Rimini si sono riuniti per parlare a carte scoperte a tutte le future mamme.

L’associazione ostetrica “Nascita e non solo” di Rimini, con il sostegno di Macro Edizioni, ha aderito con entusiasmo alla proiezione in contemporanea nazionale della video-inchiesta “Sangue del suo sangue”, di Angelo Loy e Amyel Garnaoui, promossa dal Comitato per il Rispetto dei Diritti dei Neonati (CoRDiN).

Il 7 aprile 2017, circa 70 persone tra ostetriche, medici, coppie in attesa e mamme si sono ritrovate al cinema Settebello per riflettere insieme sulla donazione di sangue cordonale e sul clampaggio del cordone ombelicale.

La tavola rotonda ha coinvolto coloro che quotidianamente si occupano di nascita nella realtà riminese, nella convinzione che lo scambio costruttivo tra operatori sia la spinta fondamentale per migliorare l’assistenza alla nascita.

Si sono confrontati tra loro e con il pubblico il dr. Giuseppe Battagliarin (Presidente Percorso Nascita Regione Emilia Romagna), il dr. Federico Spelzini (Direttore Unità Operativa Ostetricia-Ginecologia, ospedale di Rimini), la dott.ssa Irene Papa (neonatologa, Terapia Intensiva Neonatale, ospedale di Rimini), l’ostetrica Benedetta Zavelle de Louvigny, (sala parto, ospedale di Rimini) e Rachele Montini, ostetrica libera professionista.

Nella discussione, che ho avuto il piacere di moderare, medici e ostetriche hanno esposto il loro punto di vista sia professionale che personale, dando prova di grande onestà e trasparenza.

L’equipe riminese ha mostrato un’attenzione condivisa rispetto al tema del clampaggio tardivo, e si è fatto presente come nei parti fisiologici il cordone venga clampato solo al termine delle pulsazioni (salvo prelievo di sangue cordonale per donazione o conservazione). Questo purtroppo non è garantito nei parti distocici, nelle urgenze o nei casi di patologia neonatale, nonostante le recenti evidenze scientifiche.

Il dottor Battagliarin, che nei suoi quaranta anni di esperienza clinica ha difeso il clampaggio tardivo anche quando la comunità scientifica lo reputava inutile o addirittura dannoso, spiega come nell’urgenza l’impulso umano sia quello di affidarsi alle prassi consolidate dalla consuetudine. Impulso comprensibile ma non giustificabile, se vogliamo che la nostra assistenza sia di qualità e basata sulle evidenze. L’azione del clampare, come altri interventismi tipici della pratica ostetrica ospedaliera, veicola la consuetudine. Bisognerebbe talvolta fare un passo indietro e ragionare se un intervento sia davvero necessario.

Il dottor Spelzini, neo-nominato direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia, ritiene che il cambiamento in questo senso debba essere sostenuto da una formazione robusta, che permetta agli operatori di sentirsi sicuri di sé anche con pratiche cliniche nuove o a cui non sono abituati. Ci offre un perfetto esempio di questa dinamica la neonatologa dottoressa Papa, riportando le difficoltà pratiche che l’assistenza al neonato a cordone integro potrebbe implicare per operatori e genitori. Insieme agli ostacoli emerge però anche la volontà di aprirsi a tale cambiamento, e in questo senso va interpretato il recente acquisto da parte dell’ospedale di Rimini di un lettino trasportabile per la rianimazione neonatale a cordone integro.

Rispetto alla donazione di sangue cordonale l’ostetrica Benedetta Zavelle de Louvigny conferma un dato cruciale già emerso dalla video-inchiesta: le mamme non sono informate adeguatamente rispetto a questa pratica. Qualche ostetrica dal pubblico denuncia che talvolta nemmeno le ostetriche stesse lo sono, poiché la formazione offerta sul tema è spesso “di parte”.

Dalla lettura di alcuni passi dell’informativa che accompagna il consenso alla donazione si è convenuto come questa sia fuorviante e non permetta di scegliere in maniera consapevole. Contestati in particolare il concetto di sangue “di scarto” e  l’affermazione che la donazione non modifichi l’espletamento del parto, senza fare alcuna menzione della differenze nelle tempistiche di clampaggio del cordone.

Anche il fatto che solo una minima parte delle donazioni sia effettivamente utilizzabile per il trapianto di staminali emopoietiche è qualcosa che le mamme vorrebbero e dovrebbero sapere. Molto eloquente l’analogia del dottor Battagliarin, donatore di sangue per molti anni, che ha ammesso: “forse non avrei avuto la stessa motivazione se mi avessero detto che nove sacche su dieci sarebbero state scartate”.

A tal proposito una mamma dal pubblico si è detta “pentita” di aver donato il sangue cordonale di suo figlio dopo aver saputo dalla banca che la sua sacca era stata rifiutata per uso trapiantologico. Senza nulla togliere all’innegabile valore della ricerca scientifica, testimonianze come questa mostrano come la mancanza di un consenso realmente informato possa far percepire come “furto” ciò che era stato prospettato come un “dono” .

Alcune mamme dal pubblico hanno poi chiesto opinioni mediche sulla conservazione del sangue cordonale rispetto alla donazione, e altre si sono informate sui loro diritti di scelta rispetto alle modalità di chiusura e recisione del cordone. Lo scambio aperto tra operatori e genitori ha riproposto nella nostra realtà locale lo stesso spirito che anima l’inchiesta di Loy e Garnaoui, ovvero la ricerca di un linguaggio comune che permetta decisioni partecipate e condivise, nell’obiettivo comune della salute della nascita.

Infine le ostetriche partecipanti hanno trovato nel documentario una preziosa occasione per riflettere sui propri gesti quotidiani e per migliorare la propria pratica clinica e la comunicazione con le donne.

Se l’obiettivo degli autori era suscitare domande e scardinare le false certezze relative alla donazione di sangue cordonale e al clampaggio del cordone, possiamo affermare con soddisfazione che a Rimini l’obiettivo è stato raggiunto.

 

Trailer del documentario sulla donazione di sangue cordonale:

Probabilmente, visto il successo del primo evento, seguiranno delle repliche, per maggiori informazioni contattare direttamente l’associazione:

[email protected]

 

di Ester Cairoli, Ostetrica ([email protected])

 


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